Luca Mascaro dot info
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Reply | Original | Permalink | Share | TweetSimone il tuo commento è oggettivamente vero per l’iPhone come per tutti i device mobili
Reply | Original | Permalink | Share | TweetOttimo post decisamente interessante per i (tanti) programmatori iPhone. Mi permetterei di aggiungere qualcosa: conoscere davvero a fondo le potenzialità e le particolarità del dispositivo. Spesso le applicazioni per iPhone sono versioni adattate di software per altri dispositivi. Spesso è un peccato, perché non si tiene conto di caratteristiche decisamente interessanti come il GPS del modello 3G, il multitouch o l’input vocale. Sono poche le applicazioni in grado di valorizzare intelligentemente (e in modo davvero utile) queste caratteristiche.
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Reply | Original | Permalink | Share | TweetConcordo pienamente Fol, il punto è che il vaglio di apple è spesso molto stretto quindi è frequente che un’applicazione venga rifiutata (pare più del 90%)
Reply | Original | Permalink | Share | TweetConcordo pienamente Fol, il punto è che il vaglio di apple è spesso molto stretto quindi è frequente che un’applicazione venga rifiutata (pare più del 90%)
Reply | Original | Permalink | Share | TweetDipende sempre un po’ dall’entità dell’applicazione. Il discorso è del tutto analogo a quello su PC: si possono fare anche applicazioni in poco tempo, ma la qualità sarà bassa. Come succede passano anche il vaglio di Apple, ma poi l’efficacia raramente è elevata (a parte boutade commerciali).
L’Interaction Design sui dispositivi mobili è ancora più critico perché in mobilità si ha meno tempo e meno tolleranza rispetto all’essere seduti davanti ad un PC: se non funziona in pochi secondi, l’applicazione è inefficace, anche se magari la funzionalità esiste.
Mentre sviluppavo su iPhone per WideTag/OpenSpime mi sono accorto della differenza citata: in pochissimo tempo avevo realizzato una applicazione che “funzionava”, ma da qui a renderla “comoda” ci è voluto un notevole lavoro in più (e ancora c’è da raffinare ulteriormente).
Discorso a parte ovviamente è per i giochi, ma cmq è una tendenza che va evidenziata.
Reply | Original | Permalink | Share | TweetDipende sempre un po’ dall’entità dell’applicazione. Il discorso è del tutto analogo a quello su PC: si possono fare anche applicazioni in poco tempo, ma la qualità sarà bassa. Come succede passano anche il vaglio di Apple, ma poi l’efficacia raramente è elevata (a parte boutade commerciali).
L’Interaction Design sui dispositivi mobili è ancora più critico perché in mobilità si ha meno tempo e meno tolleranza rispetto all’essere seduti davanti ad un PC: se non funziona in pochi secondi, l’applicazione è inefficace, anche se magari la funzionalità esiste.
Mentre sviluppavo su iPhone per WideTag/OpenSpime mi sono accorto della differenza citata: in pochissimo tempo avevo realizzato una applicazione che “funzionava”, ma da qui a renderla “comoda” ci è voluto un notevole lavoro in più (e ancora c’è da raffinare ulteriormente).
Discorso a parte ovviamente è per i giochi, ma cmq è una tendenza che va evidenziata.
Reply | Original | Permalink | Share | TweetCalcola che sono case-history basati su un approccio progettuale sano e ponderato con cui cercano di fare prodotti che siano realmente in grado di competere su masse molto grandi, quella è la media, per l’applicazione di myspace parlavano di tempi ancora più lunghi
Reply | Original | Permalink | Share | TweetCalcola che sono case-history basati su un approccio progettuale sano e ponderato con cui cercano di fare prodotti che siano realmente in grado di competere su masse molto grandi, quella è la media, per l’applicazione di myspace parlavano di tempi ancora più lunghi
Reply | Original | Permalink | Share | TweetPur non avendo ancora nessun tipo di esperienza nella progettazione e sviluppo di software per l’iPhone sinceramente credevo che ci volesse meno tempo.
5 risorse per 3/4 mesi è tanta roba!
A quanto pare le statistiche della Apple non hanno preso in considerazione il mio iPhone dove di applicazioni aggiuntive che utilizzano la connessione ce ne sono molte di più di 2
Reply | Original | Permalink | Share | TweetPur non avendo ancora nessun tipo di esperienza nella progettazione e sviluppo di software per l’iPhone sinceramente credevo che ci volesse meno tempo.
5 risorse per 3/4 mesi è tanta roba!
A quanto pare le statistiche della Apple non hanno preso in considerazione il mio iPhone dove di applicazioni aggiuntive che utilizzano la connessione ce ne sono molte di più di 2
Reply | Original | Permalink | Share | TweetGrazie giacomo.. e che quando scrivo a getto mi partono delle h a random
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Reply | Original | Permalink | Share | TweetCerto detto da me, che faccio errori di battitura a valanga, fa un po’ ridere, ad ogni modo…
> dando maggiore visibilità hai contenuti.
Okkio
:-))
Ciao
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> dando maggiore visibilità hai contenuti.
Okkio
:-))
Ciao
Reply | Original | Permalink | Share | TweetL’espressione dice tutto:
Reply | Original | Permalink | Share | TweetSecondo me google sta sperimentando un po’ di soluzioni sui vari prodotti, da gmail che resta quello più old (anche perchè è il più usato dunque è più rischioso cambiarlo) alla nuova IG che sperimenta navigazioni e tondi a reader che si conforma ai tool
Secondo me una volta che giudicheranno con dati oggettivi la via migliore la applicheranno a tutti
Reply | Original | Permalink | Share | TweetConcordo. È stata una piacevole sorpresa anche per me (oltre a WP).
Solo non capisco perhé tutti, da maps al reader si sono “squadrati”, mentre Gmail è rimasta “tondeggiante” (eppure con i temi, la possibilità di avere anche lei in linea era aumentata…)Tra l’altro mi rendo conto ora che anche il tuo layout fa molto “google”.
Voluto?
Reply | Original | Permalink | Share | TweetSolo un update, stasera interverrò sull’argomento del design dei siti porno 2.0 su current.tv a geekshow
Reply | Original | Permalink | Share | TweetIo e un altri miei amici (emaaaa e il neurofisiopatologo) eravamo tentati di fare un articolo volutamente “ambiguo” per testare questa tendenza.
Prima o poi lo faremo.
Reply | Original | Permalink | Share | Tweeteheh non era esattamente quello lo scopo comunque dopo controllo
Reply | Original | Permalink | Share | TweetQuesto articolo è stato scritto solo per incrementare le visite del blog domani vogliamo sapere le statistiche relative alla giornata di oggi.
Per quanto riguarda il contenuto della presentazione, ho avuto un docente in univerità a cui sarebbe piaciuto partecipare, lo stesso che ha sconsigliato FIAT di comprare il progetto SMART…
A buon rendere
Reply | Original | Permalink | Share | Tweetuno dei migliori interventi del Camp, nulla da dire
Reply | Original | Permalink | Share | TweetReputo che invece sarebbe stato un lato oscuro da sfaccettare.
Comunque durante l’intervento specialmente Fullo ha riportato una realtà tecnologica che di fatto porta a pensare ad una dipendenza forzata da tecnologia nata per il porno o per il mondo militare, ma queste non sono cose nuove
Reply | Original | Permalink | Share | TweetAnche io sapevo di Adult, se non leader tra i primi. Ieri c’ero e l’intervento è stato molto divertente ed uno dei più seguiti, è difficile dire cose serie su di un argomento del genere. Volevo intervenire riflettendo sulla pedopornografia ma poi si sarebbe intristita tutta la sala!
